Essere inglesi

Sep 24, 11 Essere inglesi

Prima di tutto bisogna ricordare che il Regno Unito é composto da 4 identitá ben precise gli inglesi, i gallesi, gli scozzesi o gli irlandesi del Nord. Prima di venire a Londra é essenziale imparare a non chiamare tutti inglesi, perche’ uno scozzese o un gallese non vi baceranno certo sulla fronte. Per non sbagliare usate il termine “British” non “English”. Molti Scozzesi vogliono l’indipendenza per cui non mischiate mai le due identitá e per quanto riguarda l’Irlanda del Nord é meglio non interferire, il problema dell’identitá é piuttosto complicato e molto delicato. A parte gli inglesi tutti gli altri hanno in comune un identitá celtica e ancora una lingua propria (il Gaelico) che sta vivendo un certo revival e in generale hanno una cultura ed etnia abbastanza omogenea.

Foto: Some rights reserved by Robert Scarth

 

 


Gli inglesi hanno invece avuto una storia molto diversa, da tribú celtica sono diventati un dominio romano, poi passati ai Sassoni, i Vichinghi e ai Normanni. Infine nel corso dei secoli hanno subito forti migrazioni dal continente in particolare dalla Franchi (gli Ugonotti) e dai Paesi Bassi. In seguito con l’impero é iniziato un fenomeno di emigrazione e immigrazione che continua ancora adesso. Infatti gli inglesi a parte che colonizzare il continente Nord Americano si sono spostati verso il Sud Africa e la Rodesia e in forma minore nelle altre colonie africane,verso l’India e Australia e Nuova Zelanda e i Caraibi. Alcuni sono poi ritornati in patria a volte con coniugi di altri paesi. Dalla grande carestia delle patate in Irlanda nel 1860 un grande numero di irlandesi si é spostato verso l’Inghilterra, in particolare a Londra e Liverpool che a quei tempi offrivono molte possibilitá di lavoro nei porti.

 

(Infatti Liverpool ancora oggi ha una forte componente cattolica). Con l’avvento del nazismo c’é stata una forte migrazione di ebrei in particolare dall’Est Europeo (esiste infatti ancora una comunitá di ebrei assidici cioé ortodossi dalle parti di Golders Green a Londra) e di Polacchi (ancora forte presenza a Ealing). Dopo la Seconda Guerra Mondiale e la mancanza di forza lavoro alcuni enti sono andati nei Caraibi a trovare personale. Ad esempio London Underground (per intendersi gli autobus e la metropolitana)aveva un ufficio in Giamaica per reclutare e spedire giovani disposti a lavorare in Inghilterra. Con l’indipendenza dell’India é cominciato una grande immigrazione di Indiani e Pakistani. Negli anni settanta e’ continuata dal Bangla Desh e Vietnam e dai paesi dell’Africa centrale e ultimamente da altri paesi con conflitti tipo Somalia o i Balcani. Tutto questo molto in generale, peró giá si capisce come la componente etnica non é mai stata omogenea. Certo che gli inglesi hanno cercato di crearsi una propria identitá, ma proprio perché sono esistite tante forze esterne che la minacciavano, questa identitá era a volte un pó forzata e in generale una per l’elite. Infatti la piú grande identitá degli inglesi é tutta una questione di classe. Alcune cose che una straniero percepisce come tipicamente inglesi (dal cricket alla caccia alla volpe, dal te con dolcetti alle corse dei cavalli) erano usi e passioni esclusivamente delle classi alte e completamente aliene alla maggioranza della popolazione.

Negli ultimi 20 anni c’é stata una forte enfasi alla “declassizzazione” della societá ma ció non ha comportato che tutte le classi si siano date alla caccia alla volpe ma alla creazione di una cosidetta nuova classe media. Questa nuova classe che risiede spesso nelle zone intorno a Londra é generalmente di gusti abbastanza cosmopoliti (va in vacanza all’estero, beve cappuccino e vino bianco, ha un interesse nella cucina internazionale ecc.ecc.). Mentre a Nord dell’ Inghilterra specialmente nelle aree di sottoccupazione o disoccupazione, la propria identitá rimane un fattore locale. Una persona di Liverpool o di Newcastle dirá quasi sempre di essere un abitante di quella cittá piuttosto che inglese. Infatti la centralizzazione del potere politico ed economico a Londra comporta un ulteriore alienazione delle zone piú periferiche specialmente nelle cosidette aree “depresse”. Per cui abbiamo una componente etnica, una di classe sociale e una geografica che insieme contribuiscono ad una fragmentazione dell’identitá e degli interessi.

Infatti lo sport nazionale é ufficialmente il calcio, ma in certe zone il rugby fa da padrone e per le classi altolocate e rurali il cricket é ancora l’unico vero sport. La classe medio bassa va in vacanza in Spagna, la classe medio alta in Toscana. Anche i supermercati differenziano la gamma dei propri prodotti a secondo della zona, nelle zone medio alte si trovano mozzarella e ricotta, frutta e verdura esotica ed organica. Nelle zone meno ricche c’é decisamente meno scelta. Tanti addirittura invidiano le minoranze etniche per le forti tradizioni e identitá che mantengono, in un paese dove il giorno del santo patrono (San George) quasi nessuno si ricorda quando é e in posti come Londra San Patrizio é decisamente piu’ festeggiato. Il Nuovo Anno cinese e il Carnevale di Notting Hill Gate sono i due eventi popolari piú importanti a Londra e nessuno dei due puó anche lontanamente essere chiamato inglese. Di inglese rimane solo il cambio della guardia ormai frequentato solo da turisti alla ricerca dello stereotipo.

Anche la famiglia reale uno dei grandi simboli inglesi ha subito grossi colpi, cominciando dai divorzi e poi la morte del simbolo piú importante Diana (che era diventata un personaggio internazionale piú che inglese) c’é stato un grosso calo di interesse sulla famiglia reale e anche gli articoli dei giornali scandalistici (i tabloids) si sono spostati piú sugli scandali di altri personaggi famosi. Anche catene di negozi considerati tipicamente inglesi come Marks & Spencer hanno avuto grossi problemi negli ultimi anni tanto che hanno lanciato una serie di prodotti italiani come parte della loro campagna per non affondare e il nuovo amministratore unico é un francese. Tutti ormai sembrano arredare la casa da IKEA (svedese)! Le zone turistiche della costa del Sud sono moribonde e ormai frequentate solo da ragazzini stranieri delle scuole di lingua e in inverno da alcolizzati.

Alcune di queste conservano un certo spirito che risale agli anni 50, ma nel contesto odierno e con il vento e la pioggia sembra di fare un viaggio nel tempo quando tutto era ancora in bianco e nero. Sono posti che non hanno piú un energia interna. Le miniere e le fabbriche non esistono piú i nuovi lavori sparsi per l’Inghilterra sono nel telemarketing e l’assistenza clienti che nascono dovunque come funghi, queste sono le nuove fabbriche senza peró offrire quell’identitá che le vecchie fabbriche offrivano. La durata media di un lavoratore in un call centre é di sei mesi, generazioni hanno passato tutta la vita a lavorare alla Rover o la British Leyland o in miniera e ció creava vere proprie comunitá e un senso di appartenenza.

Adesso anche per lavori piú impegnativi in media una persona cambia azienda ogni 3-4 anni, cosí cambiando conoscenze, abitudine e a volte anche casa. Infine negli ultimi 10 anni c’é stata una forte tendenza contro l’essere inglesi che continua anche oggi. Programmi televisivi e articoli su giornali che continuano a ripetere che all’estero si vive meglio, si mangia meglio, si beve meglio, i rapporti sociali sono migliori e cosí via e gli inglesi hanno grossi problemi psicologici che devono superare per essere piú felici. E adesso tanti si danno da fare per recuperare il tempo perduto e stanno diventando piú simili agli australiani. (adattato dal vecchio sito di LondraNews)