Esiste veramente la meritocrazia a Londra?

Secondo me il problema principale di noi italiani è che facciamo sempre paragone con l’Italia. In Italia è difficile fare carriera, ci sono raccomandazioni e l’erba è sempre più verde nel giardino accanto.

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Prima che qualcuno mi salti addosso vivo a Londra da tanti anni e mi trovo bene. Il mio ragazzo è inglese, ho tanti amici inglesi e mi ritengo ben integrata, non sono un’emigrata infelice e sola che si lamenta di tutto e crede che l’Italia sia il meglio. Non tornerei mai e poi mai in Italia. Non sono nemmeno una che sta lavando piatti da anni. Allo stesso tempo, mi trovo spesso sconcertata dai commenti che sento dire e scrivere dai miei connazionali.

Prima di tutto, la tanto lodatapark meritocrazia. Da quando sono a Londra ho trovano una manica di supervisor e manager incompetenti, alcuni incapaci di fare il loro lavoro o che nemmeno ci provavano a farlo. Spesso con una persona sotto che per uno stipendio minore si faceva il mazzo dalla mattina alla sera, senza venire riconosciuti ufficialmente. Molto spesso i manager incompetenti rimangono e nessuno li licenzia. Se fosse meritocrazia pure, i manager verrebbero licenziati e i loro deputies degni di lode verrebbero promossi. Non sempre succede. Ho anche visto persone leccare in modo osceno e avere la promozione, passando sopra persone veramente in gamba, ma meno abili in relazioni pubbliche.

È vero che si ottengono promozioni, aumenti e cose varie, ma non sono sempre assolutamente precisi e non solo le persone brave e che lavorano ottengono le promozioni

Gli inglesi che conosco, che abitano in un mondo reale e non immaginario, spesso si lamentano  del loro manager o della poca meritocrazia della società. La ragazza di un nostro amico, che abitava nelle case popolari, si era sentita dire diverse volte dagli insegnanti che non aveva bisogno di studiare, tanto quelle come lei, rimangono incinta a 15 anni. È riuscita a laurearsi. Gli inglesi si lamentano sempre che chi frequenta scuole private ha tutte le porte aperte e questo rapporto della London School of Economics è arrivato a queste conclusioni: “Business leaders active in the 1990s
continue to be drawn from economically and educationally elite sections of society. Judged against relative mobility measures, there has been no democratisation of  British business over the last century and a half.”

Siamo tutti d’accordo che le cose in Italia sono difficili ma per favore cercate di venire qui con i piedi per terra e non ripetete a vanvera frasi che avete sentito e senza avere capito veramente come funziona la società britannica.

Emanuela

 

 

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